L'Umbria è terra di santi, di borghi medievali arroccati e di paesaggi che sembrano dipinti, al suo interno esiste un’Umbria diversa, nascosta, che non si staglia verso il cielo ma scende nelle profondità della terra. A Massa Martana, nella tranquilla frazione di Villa San Faustino, si cela un tesoro archeologico unico nel suo genere: la Catacomba di Villa San Faustino.
Situata a breve distanza dall'antico tracciato della Via Flaminia e dal suggestivo Ponte Fonnaia, questa catacomba rappresenta un intreccio affascinante di storia, archeologia e spiritualità. Non è semplicemente un sito turistico, ma un portale verso un passato remoto, una testimonianza silenziosa e potente delle radici cristiane di questo territorio e dell’intera regione.
Un Unicum nel panorama umbro
Quando pensiamo alle catacombe, la mente corre immediatamente a Roma. Tuttavia, la Catacomba di Villa San Faustino riveste un'importanza straordinaria proprio per la sua rarità: è l'unica testimonianza di cimitero cristiano sotterraneo in Umbria.
Pur non avendo le dimensioni monumentali, questo ipogeo offre una prospettiva intima e preziosa sulla diffusione del Cristianesimo nel territorio umbro. Tutto ebbe inizio intorno al IV secolo d.C., un’epoca di grandi cambiamenti, in cui la nuova fede viaggiava e si radicava proprio grazie alle grandi arterie consolari come la via Flaminia.
Visitare questo luogo significa toccare con mano la vita e le pratiche funerarie delle comunità rurali vissute tra il IV e il V secolo d.C., in un periodo in cui l'Impero Romano si avviava al tramonto e nuove certezze spirituali prendevano forma.
La fede dei primi cristiani: tra clandestinità e comunità
Per comprendere la storia di questo luogo, occorre calarsi nella realtà dei primi cristiani. Inizialmente, la fede in Cristo si diffuse in piccoli nuclei, spesso ai margini dei centri urbani o lungo le grandi vie di comunicazione. La scelta di sepolture sotterranee non era dettata solo da esigenze di spazio o dalla volontà di sfuggire alle persecuzioni (che in epoca costantiniana erano già terminate), quanto dal desiderio di creare uno spazio sacro esclusivo.
Questi primi fedeli portavano con sé una visione: l'uguaglianza dei corpi davanti a Dio. I primi cristiani umbri non cercavano il fasto dei mausolei pagani, nelle gallerie di Villa San Faustino, la vicinanza dei loculi esprimeva fisicamente il legame di fratellanza e di pace.
Coemeterium: il sonno in attesa della luce
Per comprendere appieno lo spirito di questo luogo, bisogna partire dalle parole. Storicamente, questi luoghi di sepoltura non venivano chiamati catacombe, "termine che originariamente indicava solo il complesso di San Sebastiano a Roma e che fu esteso ad altri cimiteri cristiani solo secoli dopo”. I primi cristiani usavano il termine greco “coemeterium”, che significa letteralmente “dormitorio”.
Non si trattava di un eufemismo, ma di una dichiarazione teologica: la morte non era la fine, ma un sonno temporaneo in attesa della resurrezione. Scendere nella Catacomba di Villa San Faustino significa entrare in questo "dormitorio" comunitario, dove il senso di appartenenza che legava i vivi continuava anche dopo la morte, è un luogo di pace dove la comunità si stringeva attorno ai propri cari in attesa del risveglio.
La scoperta e rifugio di guerra
Il vero volto della catacomba è emerso nel Novecento. Negli anni Quaranta, due intense campagne di scavi liberarono le gallerie dalla terra che le ostruiva, rivelando l'importanza del complesso.
Ma la storia, a volte, si ripete in modi drammatici: durante la Seconda Guerra Mondiale, queste gallerie millenarie tornarono ad accogliere la popolazione locale, non più come luogo di sepoltura, ma come rifugio antiaereo. Dove secoli prima riposavano i defunti, le famiglie di Massa Martana trovarono salvezza dalle bombe, creando un cortocircuito temporale tra la paura del presente e la protezione del passato.
Solo recentemente, tra il 1996 e il 1997, importanti lavori di sistemazione hanno reso l’ipogeo finalmente accessibile al pubblico in sicurezza, svelando anche nuove aree esterne legate al culto.
L’architettura
La struttura si articola attraverso un corridoio rettilineo lungo circa 22 metri che penetra nel ventre della collina, raggiungendo una profondità di circa 7 metri. Da questo corridoio principale, si diramano quattro gallerie laterali (due per lato), di cui una forma un percorso semicircolare. Le gallerie sono strette, larghe circa 1,5 metri, e coperte da una volta schiacciata.
Lungo le pareti si aprono i loculi: piccole nicchie sovrapposte di varie dimensioni, scavate nella terra per accogliere i corpi. Molti di questi erano sigillati con semplici tegoloni di terracotta. Ciò che colpisce è l'assenza di sfarzo, le sepolture sono prive di decorazioni, e, soprattutto, prive di iscrizioni, questa assenza di nomi non è incuria, ma una preziosa informazione sociologica, ci dice che la catacomba era utilizzata da una popolazione rurale, un ceto umile e probabilmente non alfabetizzato. Qui non riposavano patrizi o vescovi, ma contadini, artigiani e gente semplice della campagna umbra.
Perché visitare la Catacomba di Villa San Faustino?
Visitare questo sito non è solo un tour archeologico, è un'esperienza immersiva.
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Per l'unicità: non troverete nulla di simile in tutta l'Umbria.
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Per l'atmosfera: il silenzio delle gallerie e la semplicità dei loculi offrono un momento di riflessione sulla spiritualità delle origini, lontana dai fasti delle grandi cattedrali.
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Per il contesto: la visita fa parte di un percorso più ampio in un borgo In un borgo che ha molto da raccontare e da scoprire.
La Catacomba di Villa San Faustino è un piccolo gioiello che ci ricorda come la storia sia fatta non solo di grandi imperatori, ma di comunità silenziose che, secolo dopo secolo, hanno costruito l'identità di questi luoghi.
Per maggiori informazioni:
Telefono: 351 7588974 - 349 0642786
Email: ufficioturistico@comune.massamartana.pg.it
Info-Point: Piazza Umberto I
Non perdete l'occasione di scoprire questo angolo nascosto di storia sulla Via Flaminia. Massa Martana vi aspetta, sopra e sotto la superficie.