Sui Monti Martani, lontano dai sentieri più battuti, a quota 930 metri, si erge una testimonianza silenziosa di civiltà antichissime: il Castelliere di Monte Cerchio. Non si tratta di rovine monumentali o di un sito archeologico scavato secondo i canoni classici. È qualcosa di più discreto e, per questo, ancora più affascinante: un'impronta di pietra che racconta come gli uomini del XV-III secolo a.C. adattavano il territorio ai loro bisogni di difesa e sopravvivenza.
Una cultura dimenticata, ma non scomparsa
La "cultura dei castellieri" rappresenta un fenomeno ancora poco conosciuto al grande pubblico, eppure storicamente rilevante. Nata nelle regioni del nord Italia, il Friuli - Venezia Giulia tra il XV e il III secolo a.C., questa pratica insediativa si diffuse gradualmente verso sud, fino all'altopiano dell'Appennino umbro-marchigiano. I Castellieri non erano fortezze nel senso medievale del termine, ma piuttosto strutture difensive funzionali: posti di vedetta, rifugi strategici, centri di raccolta per le comunità sparse nei monti.
Quello che rende il Castelliere di Monte Cerchio particolarmente interessante è la sua persistenza nella memoria del territorio. Nel Medioevo, questi siti continuarono a servire scopi difensivi. Durante l'epoca romana antica, alcuni castellieri furono reimpiegati. In Umbria rimangono due esempi eccezionali per conservazione e dimensione: il Castelliere di Monte Cerchio e quello di Monte Schignano. Sono come due sentinelle litiche che osservano ancora il paesaggio che le circonda.
L'architettura di pietra: forma e funzione
Quando si raggiunge il Castelliere, ci si trova di fronte a una struttura straordinariamente semplice, eppure complessa nella sua concezione. L'anello di pietra principale è disposto in forma circolare quasi perfettamente, misurando circa 2,8-3 metri di spessore e non più di un metro di altezza sviluppo verticale. Le pietre calcaree, ormai coperte di muschi e licheni, sono giustapposte a secco: nessuna malta, nessun cemento. Ogni pietra si sostiene grazie al proprio peso e all'accorto posizionamento delle altre.
Il design non è casuale. L'ingresso originario si trovava a sud, dove l'anello si apre naturalmente, lasciando un varco attraverso il quale le comunità potevano accedere al perimetro interno. Due ulteriori aperture a nord e a sud-est furono realizzate successivamente, probabilmente per creare sentieri di collegamento. Queste tracce ancora visibili a valle rappresentano indizi dei percorsi antichi.
All'interno dell'area racchiusa dall'anello principale sorge una seconda struttura difensiva: una trincea scavata nel terreno lungo il lato meno scosceso del sito, quello più facilmente accessibile. Una doppia protezione, dunque: muri esterni e fossi interni. Era un approccio collaudato per rallentare potenziali invasori e concentrare la difesa in punti strategici.
Una particolarità geologica divide ulteriormente il sito. Un costone di roccia naturale taglia l'area in due settori: uno più elevato, che si apre sulla vallata verso est con panorami ampi; l'altro verso occidente, più protetto e riparato dal medesimo costone. Questa divisione naturale probabilmente era sfruttata intenzionalmente per differenziare gli spazi di utilizzo.
Il paesaggio: natura e preistoria in dialogo
Il Castelliere di Monte Cerchio non esiste in isolamento. Intorno a esso si estende uno dei paesaggi naturalistici più pregiati dell'Umbria centrale. I Monti Martani qui ospitano una vegetazione caratteristica: ginepri bassi e cespugli di ginepro, lecci diffusi su tutta la montagna, erbe aromatiche sparse nelle praterie sommitali.
La primavera trasforma il monte in una varietà di colori e profumi. Le praterie secondarie sommitali si riempiono di una fioritura spontanea e selvaggia. Se si presta ascolto anche al profumo, si coglie l'aroma intenso del serpollo—il timo selvatico—un'erba aromatica che ricopre vaste aree e che, ancora oggi, gli abitanti locali raccolgono e utilizzano in cucina o per tisane.
Monte Cerchio è stato designato come zona di interesse comunitario proprio per la presenza di queste ginepreti e della macchia mediterranea che caratterizza il versante interno tirrenico dell'Appennino. Non è un paesaggio selvaggio e anarchico, ma ordinato secondo le logiche di un ecosistema temperato-mediterraneo consapevolmente conservato. Fauna e flora hanno trovato qui un equilibrio che le comunità locali, nel corso dei secoli, hanno saputo rispettare.
Come arrivare: percorso da Troscignolo
Il Monte Cerchio è raggiungibile da Massa Martana con un percorso ad anello che richiede impegno ma niente di proibitivo. La base di partenza è la Località Troscignolo, dove è possibile parcheggiare le automobili in prossimità di un incrocio e di una pozza d'acqua.
Il primo tratto: dalla pozza alla zona attrezzata
Venendo da Massa Martana si prende la strada sulla destra, davanti al cartello che indica "Fondo agricolo per lo sviluppo". La strada è abbastanza ampia, sterrata e sassosa, con una base compatta che permette un'agevole camminata. Dopo circa 200 metri incontriamo un'area attrezzata con tavolinetti e barbecue tra i lecci: un buon punto per una pausa o per un eventuale pranzo al sacco.
Si prosegue seguendo sempre la strada sterrata, mantenendo la sinistra quando possibile. Nel frattempo il terreno si fa più pianeggiante, facilitando il cammino.
L'arrivo al Castelliere
Si giunge infine all'area archeologica di Monte Cerchio, ma qui è necessario prestare attenzione: il tracciato non è evidente e il sito non è segnalato in modo tradizionale. È consigliabile disporre del file GPX della traccia per orientarsi correttamente.
https://www.visitmassamartana.it/visitmassamartana/tracciati-gpx/anello-di-monte-cerchio.gpx
Poco prima di raggiungere i resti del castelliere noteremo un avvallamento del terreno: questo è il vecchio vallo, la trincea che circondava e proteggeva l'intero insediamento preistorico. È il primo indizio concreto che siamo nel cuore del sito.
Arriviamo a 910 metri di quota, in un punto sommitale dove il panorama si apre in tutta la sua ampiezza. Da qui la vista della catena montuosa dei Monti Martani è straordinaria: si percepisce la geografia dell'altopiano in tutta la sua completezza, le dorsali che si susseguono, i versanti che degradano verso la Conca di Todi e verso la costa tirrenica.
Il ritorno: l’anello di chiusura
Dopo aver visitato i resti del Castelliere e goduto della vista, si ritorna sui propri passi. Dopo pochi metri svoltiamo a sinistra, intercettando una strada che scende dal monte. Seguiamo questa discesa per circa 700 metri, mantenendo l'orientamento generale verso il basso.
Quando incontriamo una deviazione che si distacca ancora a sinistra, la prendiamo: questa funzione da raccordo diretto con la strada principale da cui siamo partiti. Il sentiero torna così sulla via sterrata iniziale, che imbocchiamo a sinistra per concludere l'anello.
Passiamo davanti a un fontanile e a un'area picnic attrezzata, segnali che siamo nelle immediate vicinanze del punto di partenza. Siamo tornati alla Località Troscignolo, dove le automobili ci attendono.
Strumenti pratici e visite guidate
L'Ufficio Turistico di Massa Martana organizza visite guidate e trekking su prenotazione in qualsiasi momento dell'anno, disponibili sia in italiano che in lingue straniere. È sufficiente contattare con almeno 2 giorni di anticipo. La guida localizzata specificamente nel territorio trasforma la passeggiata in un'esperienza consapevole: ogni pietra, ogni pianta, ogni vista acquista significato storico e naturalistico. Per chi preferisce muoversi autonomamente, il GPX della traccia è essenziale per navigare il sito archeologico in modo corretto.
Il nome e la leggenda
Il nome "Monte Cerchio" non è casuale. Quando gli studiosi hanno individuato il sito, l'elemento più immediato che li ha colpiti era la forma circolare del castelliere così inusuale nei contesti umbri da evocare, nella memoria popolare, certi monumenti di pietra europei. Il riferimento implicito è agli stoni circles inglesi, ai cosiddetti Stonehenge e ai loro cugini minori. Naturalmente le costruzioni differiscono profondamente: i castellieri sono strutture difensive basse, i megaliti inglesi sono monumenti verticali. Eppure quella forma perfettamente circolare rimanda a una medesima logica costruttiva: il cerchio come simbolo di protezione, di limite, di comunità racchiusa.
Scopri Massa Martana
Monte Cerchio è una perla della geografia storica dei Monti Martani, ma rappresenta soltanto una sfaccettatura del territorio di Massa Martana. Il borgo medievale stesso merita una visita le sue vie strette, il paesaggio urbano ordinato secondo logiche antiche, le chiese che contengono arte e storia.
Attorno a Massa Martana si estende una rete di sentieri segnalati, ciascuno con il proprio carattere, i percorsi cicloturistici guidati dai professionisti locali permettono di scoprire il territorio dal ritmo del movimento lento; il Museo Italiano Presepi d'Arte offre una sosta culturale in una spazialità affascinante.
Se visiti Monte Cerchio, non limitarti all'escursione della mezza giornata. Passa qualche tempo a Massa Martana. Passeggia per il borgo. Pranza o cena in una locanda. Parla con chi qui vive da generazioni e conosce ogni sentiero, ogni pietra, ogni stagione. Scopri come una comunità contemporanea continua a vivere nello stesso luogo dove migliaia di anni fa altre comunità hanno scritto la loro storia sulla montagna.
Il Castelliere di Monte Cerchio è pietra muta, ma il territorio che lo circonda è vivo. È lì che riposa il valore vero di questo luogo: nella continuità, nell'abitazione, nel fatto che uomini e donne continuano a camminare gli stessi percorsi, a respirare lo stesso profumo di serpollo, a proteggere lo stesso paesaggio.
Vieni a scoprire Massa Martana. Inizia da Monte Cerchio, ma non finire lì.