La storica chiesa di San Sebastiano è stata trasformata in una suggestiva sede espositiva, dove reperti provenienti dagli scavi archeologici effettuati sul territorio sono ora custoditi in teche minimali che rispettano e valorizzano l'architettura sacra del luogo. Fa parte del museo civico "diffuso" Spazio Martano: storia e territorio.
Innalzata alla fine del Cinquecento dalla Confraternita di San Sebastiano, detta anche della Buona Morte, la chiesa conserva al suo interno un gonfalone processionale datato 1595 raffigurante al recto La Madonna con il Bambino tra San Sebastiano e San Felice (?) e al verso La Crocifissione tra due confratelli, con sullo sfondo una veduta della città di Perugia. L’opera è stata attribuita a Ferraù da Faenza e al tuderte Pietro Paolo Sensini. Ai lati dell’altare maggiore, entro due nicchie a muro, si trovano due pregevoli sculture lignee raffiguranti San Giovanni Battista (sec. XVI) e San Sebastiano (sec. XV). Altro dipinto è quello raffigurante Sant’Andrea Apostolo, nella omonima cappella laterale, voluta dai fratelli don Giovanni Maria e Petrello Petrelli nel 1635.
Un ambizioso progetto di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio storico e archeologico realizzato grazie al finanziamento della Misura 19.2 del P.S.R. Regione Umbria 2014/2020: la città ora può vantare un polo culturale e turistico all'avanguardia, che offre ai visitatori un'esperienza immersiva nella sua ricca storia e identità culturale.
Il cuore del progetto è l'innovativo polo espositivo interattivo, un vero e proprio biglietto da visita per il territorio. Al suo interno, la sezione multimediale accoglie i visitatori con ampie mappe del territorio umbro, pannelli informativi retroilluminati e schermi touch-screen che permettono di esplorare digitalmente i siti archeologici. Il progetto ha trasformato i principali siti archeologici di Massa Martana in tappe fondamentali di un affascinante circuito storico-archeologico, che esalta il legame con l'antica Via Flaminia: il mausoleo e i monumenti funerari lungo la Flaminia Vetus, il Vicus Martis Tudertium, il maestoso Ponte Fonnaia, l'area di Monticastri e il Monte Cerchio.
Accessibilità e inclusività
Uno degli aspetti più lodevoli del progetto è l'attenzione maniacale all'accessibilità e all'inclusività. Tutti gli spazi del polo espositivo sono stati progettati e realizzati per essere pienamente fruibili da persone con disabilità motorie, con rampe accessibili e percorsi senza barriere architettoniche. L'impegno per l'inclusione si estende anche all'offerta di audioguide e materiali informativi in braille, garantendo un'esperienza completa per tutti i visitatori. Anche i percorsi nel centro storico sono stati adeguati, rendendo l'arrivo al polo espositivo un'esperienza fluida e piacevole per chiunque. L'esperienza è resa ancora più inclusiva dalla presenza di modelli in bassorilievo per persone non vedenti e da un'illuminazione studiata per creare un'atmosfera accogliente e suggestiva.